— Agata Tempesta

La scimmi è pallida e (purtroppo) nuda

«L’etologia giustifica l’infedeltà del campione Tiger Woods». Ma tu pensa…

Non conosco il golf e i suoi campioni. Non conoscevo Tiger Woods fino a un paio di giorni fa. Ignoravo chi fosse e che fosse sposato e avrei tranquillamente ignorato la sua infedeltà coniugale se uno dei principali quotidiani italiani non avesse scomodato Desmond Morris per “spiegarcela” in un lungo articolo a piena pagina che ascrive al presunto «richiamo della foresta» la “trasgressione” commessa dal campione di golf ai danni della bella (e bionda e bianca) moglie. Trasgressione assolta in virtù dei geni e dei loro capricci evolutivi.

Non conosco il golf ma so -piuttosto bene- cosa sono i geni. Cosa fanno e cosa si pensa facciano. Quando non c’è altra spiegazione accettabile, quella casuale combinazione di basi vezzeggiate in –ina, in fila una accanto all’altra, una di fronte all’altra, spenzolanti e attorcigliate a forma di elica, doppia, ci spiega tutto l’insondabile: colpa dei geni… So cosa sono i geni e so che l’uomo ne condivide il 98% con gli scimpanzè. Si’, quelle simpatiche scimmie così “umane”. So che non è poi molto che abbiamo perso la coda e smesso (come ci ricorda Morris nel suddetto articolo) di mostrare il nostro periodo fertile con sfacciate quanto inequivocabili esibizioni colorate delle nostre pudenda. Non devo fare pace con Darwin e non mi irrita che le giraffe abbiano il collo lungo, che le zanzare succhino il sangue o che esistano i pidocchi. Però, faccio fatica a capire perchè si debba ricorrere all’assoluzione (autorevole) dell’etologia là dove basterebbe, da sola, la vita, con la sua banalità, a spiegare la distrazione. E la fatica aumenta se guardo al colore della pelle di questo campione felino di golf, così meravigliosamente meno pallido della mia faccia e di quella di molte scimmie antropomorfe evidentemente poco affrancate dal loro pelo superfluo, benché caduto.

Le persone si tradiscono quotidianamente. Il tradimento sta alle coppie come la campanella di Pavlov allo sbavare dei cani. Nulla di cui andare fieri, au contraire. Ma, che io mi ricordi, raramente si è scomodata la scienza perchè la presunta nostalgia per i bei tempi andati di cacciatori frugiferi e lotte spermatiche risolvesse (frettolosamente) un tradimento.

Non basta il bianco di una casa di Washington a togliere la paura dell’uomo nero alle scimmie pallide?